A cura di Lucia Capuzzi, inviata a Guadalajara (Messico)
AVVENIRE, 10 giugno 2026
Poche ore dopo l’esordio a Città del Messico, il Campionato proseguirà a Guadalajara, capitale dei desaparecidos. Intorno allo stadio, in otto anni, sono stati trovati 63 cimiteri clandestini.
Perfino il rumore è cambiato. Il ronzio del tagliaerba è monotono e persistente. Niente a che vedere con il tonfo secco dell’asta di metallo – la “barilla” – affondata nella terra una, due, cento volte. Prima di rivoltarla con pale e picconi. Prima di aprire crateri fra pietre e erbacce. Quel paesaggio lunare non esiste più. Dietro la recinzione di metallo, c’è una spianata uniforme color sabbia, solcata da muretti di pietra. Appena scesa dall’auto, Marcela Romo Esparza sbatte le palpebre, confusa. Ha girato in tondo per venti minuti prima di trovare l’imboccatura. È stata migliaia di ore in quel luogo eppure non riesce ad orientarsi. Poi, di scatto, sgrana gli occhi. «Quell’albero – sussurra, indicando con la mano oltre il reticolato –. Sì, lo riconosco. Ci rifugiavamo sotto le sue fronde in cerca di un po’ d’ombra e di energia». Sono passati sei mesi ma per “Las Agujas” è trascorsa un’era. I suoi ventisei ettari sono in procinto di trasformarsi in un complesso residenziale dall’enorme potenziale. A Zapopan, appena fuori dal caos urbano di Guadalajara, il lotto è circondato dai campi di agave azzurra da cui, nel XVI secolo, proprio nel municipio adiacente di Tequila, è nata la bevanda omonima. La zona, poi, è stata riqualificata in vista dei Mondiali: si trova lungo la via dell’Akron, lo stadio da 50mila posti dove si disputeranno quattro delle 104 partite del Campionato in programma tra Messico, Stati Uniti e Canada. La prima già la sera dell’11 giugno (l’alba del 12 in Italia), a poche ore dall’apertura a Città del Messico […]


