Etty Hillesum: vivere e respirare con l’anima

L’abbandono di massa delle forme religiose tradizionali fa emergere in modo sempre più forte il bisogno di approfondire e coltivare la spiritualità al di fuori dei sentieri consueti proposti dalle istituzioni religiose. A questo scopo viene incontro il nuovo libro di Beatrice Iacopini che offre una lettura originale degli scritti di Etty Hillesum mettendo in risalto sotto una luce nuova diverse espressioni presenti nel noto Diario e nelle Lettere, facendo riferimento alla prospettiva della mistica e del post-teismo.

Secondo questa lettura Etty, con la sua particolarissima storia spirituale, può essere considerata non un’eccezione, ma una vera e propria antesignana di una spiritualità non religiosa, trans-religiosa o laica che dir si voglia, che si costruisca a partire dall’essere umano e dalla sua esperienza, e può avvicinare anche il lettore contemporaneo, ormai poco avvezzo ai linguaggi tradizionali delle religioni, alla sapienza accumulata da millenni nell’universo mitico e simbolico delle religioni stesse.

«Io riposo in me stessa. E questo ‘me stessa’, la parte più profonda e ricca di me in cui riposo, io la chiamo ‘Dio’ […] quando dico che ascolto dentro, in realtà è Dio che ascolta dentro di me. La parte più essenziale e profonda di me che ascolta la parte più essenziale e profonda dell’altro. Dio a Dio» (Diario, 17 settembre 1942)

«A volte trovo la parola ‘Dio’ così primitiva: è solo una metafora dopo tutto, un avvicinamento alla nostra più grande e continua avventura interiore» (Diario, 22 giugno 1942)